… a San Vittore, in marzo delinea un programma di studio, (il celebre für ewig) scrive di aver letto «ottantadue libri» della bizzarra biblioteca carceraria e di avere con sé «una certa quantità di libri miei, un po’ più omogenei, che leggo con più attenzione e metodo.
Inoltre leggo cinque giornali al giorno, studio il tedesco e il russo e imparo a memoria, nel testo, una novella di Puškin, la Signorina-contadina» (Antonio Gramsci, lettera alla moglie)

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