Privilegiato non significa però viziato, le due cose non vanno confuse. Non come oggi, che i genitori benestanti soddisfano qualsivoglia desiderio dei figli. A noi non era concesso desiderare nulla, non ci era permesso lamentarci, e noi non ci lamentavamo, e l’ordine più importante che ci veniva costantemente ricordato era che dovevamo mantenere il controllo di noi stessi. La stanza che dividevo con mia sorella era stata arredata in modo molto spartano: era riscaldata a malapena e ospitava pochi giocattoli. I dolciumi li ricevevamo solo in casi eccezionali. Di denaro contante non ne vidi per tutta la giovinezza. Era qualcosa di proibito, addirittura di volgare. Gli orari dovevano essere rispettati rigidamente, c’era un momento per mangiare, uno per pregare e uno per leggere. Inoltre, ci si aspettava molto da noi. Un altro ordine era di non vantarsi mai, di essere sempre modesti. Non si doveva mai dire di essere particolarmente bravi in qualcosa

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