Ora giornali e televisioni avrebbero cominciato a relegare lo Zaire nelle notizie secondarie, quindi noi giornalisti potevamo prepararci a tornare a casa. Nelle nostre redazioni avremmo potuto lavorare meglio su quegli avvenimenti e sulle reazioni internazionali che il cambio della guardia nel più ricco paese d’Africa stava provocando. Certamente sul posto avremmo potuto ancora raccogliere scampoli di notizie interessanti, per esempio attendere l’arrivo trionfale di Kabila o essere testimoni dei primi provvedimenti dei nuovi padroni, ma sostanzialmente tutto era finito.

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