una caratteristica sostanziale degli africani: sanno vivere in modo totalizzante il presente. A differenza di noi occidentali, non sono oppressi, spaventati, minacciati da un futuro incombente che cerchiamo continuamente, e quasi sempre invano, di programmare, prevenire, organizzare. Per loro il tempo è fatto di presente, appunto, e di passato, un passato che non si ferma al momento della loro nascita ma procede all’indietro nel tempo vissuto dagli antenati. Questa dimensione consente loro di possedere una maggiore libertà, di giocarsi tutto giorno per giorno e di farlo essenzialmente senza l’assillo di accumulare, di costruirsi sicurezze. In questo sono aiutati dal fatto che, nella grande maggioranza dei casi, non possiedono già nulla, vivono nell’indigenza più totale. (Raffaele Masto, in Africa, ritratto si un continente)

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