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Nel 1935 arrivò alla frontiera polacca senza passaporto e quando i funzionari gli richiesero i documenti, replicò: «Sono Alechin, il campione mondiale di scacchi. Ho un gatto che si chiama Scacchi. Non ho bisogno di documenti». L’incidente dovette essere risolto per via diplomatica… In quell’anno incominciò anche a bere smodatamente. «Comparve a una competizione così ubriaco che cominciò a orinare sul pavimento e l’esibizione dovette essere sospesa. Nel corso dell’incontro del 1935 con Euwe fu trovato, ubriaco, steso in un campo prima di una partita» (Fine). Si sposò cinque volte, le ultime con donne che potevano rappresentare, data l’età, più la madre che la moglie (venti-trent’anni di differenza) e «con l’ultima moglie si comportò apertamente da sadico» (Fine).
Ciliegina sulla torta, Alechin «scrisse una serie di articoli sullo spirito “ariano”, nei quali “dimostrava” che gli ebrei non erano capaci di giocare a scacchi e che anzi guastavano la purezza del gioco» (Fine)

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